Il dottor Marco Zollo ha concluso in questi giorni la sua esperienza di dirigente della Provincia di Isernia.
Dopo nemmeno un anno dalla nomina a responsabile super-pagato (160 mila euro l'anno) del Settore Politiche Attive del Lavoro, nei giorni scorsi colui che il presidente Mazzuto definì “il nostro Kakà”, ha rinunciato all'incarico senza lasciare grossi segni del suo passaggio. Speriamo adesso che l'Amministrazione provinciale decida di spendere in modo più oculato i 160 mila euro che erano destinati al compenso del dottor Zollo, magari ripristinando i fondi tolti alla biblioteca provinciale, alla cultura o al sociale. Ritengo che, in ossequio alle indicazioni che provengono dal governo nazionale e tenendo presente l'esigenza di ridurre la spesa pubblica, l'Amministrazione provinciale dovrebbe procedere all'accorpamento delle aree dirigenziali, affidando l'incarico di dirigere il settore PAL ad un dirigente attualmente in servizio presso la Provincia riducendo quindi il numero di dirigenti. Tale indirizzo tra l'altro viene direttamente dal ministro Brunetta. E comunque, eventualmente si decidesse di nominare un nuovo dirigente, l'Amministrazione, a nostro parere, dovrà attingere dal personale attualmente dipendente dell'ente. Ci risulta che vi sono professionalità interne in grado di gestire egregiamente il settore PAL per esperienza e competenza facendo risparmiare all'ente un sacco di soldi. Voglio comunque ricordare che il comma 1-bis dell’art. 19, introdotto dal D. Lgs. 150/2009, prevede la necessità che le amministrazioni rendano conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul sito istituzionale, il numero e la tipologia dei posti che si rendono disponibili nella dotazione organica ed i criteri di scelta, acquisendo e valutando le disponibilità dei dirigenti in servizio. Al riguardo voglio ricordare che la giurisprudenza della Corte Costituzionale (sentenze n. 103 e 104 del 2007 e sentenza n. 161 del 2008) ha espresso un chiaro orientamento volto ad escludere l’esistenza di una dirigenza di fiducia e dunque la possibilità di una interpretazione della normativa vigente nel senso di ammettere la scelta discrezionale, senza limiti, dei soggetti esterni all’ente cui conferire gli incarichi, nonché la necessità di forme di pubblicità che assicurino la trasparenza, procedure comparative anche non concorsuali, richiedendo quindi un vero e proprio procedimento da seguire. Sarebbe grave, invece, se fossero vere le voci che circolano in questi giorni che parlano non di un accorpamento delle aree dirigenziali e nemmeno del conferimento di incarichi a personale interno ma addirittura di ulteriori sdoppiamenti e creazione di nuovi settori con una moltiplicazione dei dirigenti per accontentare qualche “galoppino elettorale” perseverando nello sperpero di denaro pubblico. Sarebbe un fatto gravissimo, un'offesa ai lavoratori e ai pensionati a cui in questo periodo si chiedono sacrifici e un controsenso rispetto anche alle indicazioni che vengono dal governo nazionale.
Isernia, 5 giugno 2010
Antonio Sorbo
Capogruppo di “Sinistra e Libertà” alla Provincia di Isernia
