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"Il vero amore consiste nell'amare ciò che non piace per poterlo cambiare". Paolo Borsellino



LETTERA APERTA AL SENATORE GIUSEPPE ASTORE

di ANTONIO SORBO - Gentile Sen. Astore, non mi rivolgo a Lei per chiederLe di esprimersi pubblicamente sull'accordo politico che il suo partito, insieme al Partito Democratico, ha sottoscritto con il Pdl e con Michele Iorio in persona per far eleggere a Venafro il sindaco di Forza Italia.

Prendo atto che ha ritenuto di non intervenire, nonostante siano passati ormai quasi due mesi dall'ufficializzazione delle liste. Chi tace acconsente, e prendo atto che Lei, tacendo, ha acconsentito all'inciucio. Non Le chiedo, quindi, nemmeno le motivazioni che l'hanno spinta, come coordinatore regionale dell'Italia dei Valori, ad avallare un'intesa che ha impedito al centrosinistra di poter competere, per la prima volta nella storia con buone probabilità di vittoria, per conquistare il governo di una città importante come Venafro senza scendere a compromessi né con Iorio né con Patriciello. Mi ricordo di Lei come di uno dei pochi politici che non aveva paura di esprimere le proprie opinioni e di affermare le proprie convinzioni, anche a costo di rinunciare ad incarichi e poltrone. Ma evidentemente sono passati tanti anni e il tempo cambia le cose e le persone… Comunque, come dice un famoso adagio, "cosa fatta capo ha". Mi rivolgo a Lei, invece, per chiederLe lumi su una questione che mi sta a cuore come cittadino, amministratore e osservatore della politica regionale. Le chiedo, come ho fatto spesso in passato, di chiarirmi, dall'alto della Sua esperienza e della Sua competenza, alcune questioni che riguardano la sanità regionale. Questioni che, per la verità, sono legate alle vicende venafrane. Lei, che a mio avviso è uno dei pochi politici regionali che conosce le problematiche di questo settore, si è sempre opposto agli inutili doppioni di reparti, di primariati, di servizi negli ospedali molisani. Si è battuto a lungo per combattere gli sprechi e per disegnare un sistema di gestione della sanità regionale più efficiente ed efficace. Se non ricordo male è stato Lei il primo a parlare nel Molise della necessità di specializzare gli ospedali pubblici e di portare l'assistenza sul territorio. E sempre Lei è stato tra i più accaniti oppositori del sistema clientelare messo in piedi nel settore della sanità da Michele Iorio e dal centrodestra. Sulla base di queste Sue considerazioni, che io ho sempre condiviso, quando è stata formalizzata dall'attuale giunta regionale la proposta della riduzione dei posti letto negli ospedali pubblici, che mette a rischio la sopravvivenza, tra gli altri, dell'ospedale di Venafro, io, da consigliere comunale di quella città, mi sono preoccupato, applicando i principi da Lei sempre enunciati, di formulare una proposta, da trasformare in emendamento al Piano Sanitario Regionale, con la quale, senza pretendere un posto in più di quelli previsti dalla giunta regionale, si chiede di puntare sulla specializzazione con la valorizzazione di ciò che già esiste. In particolare la proposta prevede il potenziamento del reparto di Ortopedia e Traumatologia e Riabilitazione e la creazione di un vero e proprio Dipartimento dell'Emergenza, integrato con il Pronto Soccorso e con la Rianimazione. In queste settimane di campagna elettorale ho scoperto che l'intesa "programmatica" che ha portato alla formazione della venafrana "lista dell'inciucio" voluta da Michele Iorio, prevede, tra l'altro, che la Giunta regionale, per l'ospedale di Venafro, provvederà alla riapertura del reparto di Ostetricia e Ginecologia e di quello di Urologia. Questa "promessa" è una delle ragioni, stando alle dichiarazioni degli esponenti locali del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori, che hanno indotto questi due partiti a stipulare l'intesa con Iorio. Non so chi sia stato il referente del Partito Democratico, ma suppongo che il referente dell'Italia dei Valori sia stato Lei e non solo sul piano politico, come coordinatore regionale del partito, ma soprattutto come esperto di sanità. Immagino che gli esponenti locali dell'IdV prima di accettare un'intesa che prevede una tale condizione, L'abbiano interpellata, Le abbiano chiesto un parere sulla fattibilità e sull'opportunità di questa ipotesi. E se l'accordo si è fatto, significa che Lei ha dato il Suo assenso. L'impostazione data da Iorio e che è alla base dell'accordo "programmatico" di Venafro, è però agli antipodi rispetto a ciò che Lei ha sempre sostenuto in materia di politica sanitaria. Ne deduco, quindi, che Lei ha cambiato idea e che si è iscritto al partito dello spreco e della gestione clientelare della sanità. Perciò, con questa lettera, Le chiedo il perché di questa "conversione": perché le idee e i principi che Lei ha sostenuto fino a ieri, oggi il suo partito li rinnega, anzi li ha sostituiti con quelli che Lei ha sempre combattuto? Glielo chiedo innanzitutto perché i molisani, che L'hanno votata in massa, hanno diritto di saperlo e poi anche perché forse ci sono motivazioni tecniche e politiche che io non conosco e che probabilmente, conoscendole, potrei anche condividere. Pensi, io, da ingenuo osservatore memore delle cose che Lei ha sempre sostenuto anche pubblicamente, sono ancora convinto che la promessa di aprire a Venafro Ostetricia e Ginecologia e anche Urologia non possa essere mantenuta da Iorio e che la sanità non si debba usare come "merce di scambio" per accordi e intese "programmatiche" o, peggio ancora, per ottenere voti e consensi. E che, se mai questi due reparti si dovessero aprire davvero, determinerebbero una "morte" più repentina dell'ospedale di Venafro. Invece, secondo l'intesa sottoscritta anche dal Suo partito, questo "miracolo" si potrà compiere, in nome della "politica del fare". Sicuro che almeno su questi temi non avrà difficoltà a rispondere, resto in fiduciosa attesa e La saluto cordialmente formulandoLe i miei complimenti per la brillante affermazione elettorale e augurandoLe buon lavoro per il difficile compito che L'attende. 

Venafro, 2 maggio 2008